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Strange days

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November 09, 2005

Comments

kristian

cassius ivan, avevi ben promesso di citarmi in giudizio, e invece... mariofrancogiacomoalberto... e io? io sono pìter pàrcher con l'aracnofobia, sono l'arrampicatore appeso alla cravatta che non ha mai saputo annodarsi al collo, sono lo stupido genio insonne che ti funge da olio di ricino...
sei il solito cacciaballe, questo è.

Ivan Roquentin

Kristian, ma questi son pensierini...
Dunque posso citarti? Non in giudizio, tutt'altro. Era per rispondere a un tuo vecchio dubbio: che mi fossi ammorbidito. Sai com'è, ero solo perplesso dall'eccessivo risuonar di stronzate nei miei incolpevoli timpani: giuro, incolpevoli. Passati tu un'estate a sentire corbellerie da cacciaballe veri e poi mi dici:)

Simone

Vorresti, Ivan, consigliarmi la lettura di un'autore che racconti le sue immaginazioni come fossero vere?

kristian

non sono ivan e le 'immaginazioni' le trasmuto in 'Vere allucinazioni' (di Terence McKenna).

Ivan Roquentin

Simone, contemporaneo? Italiano?
Assalto a un tempo devastato e vile di Genna, per cominciare

Ivan Roquentin

Anche Kristian, grazie...

Dimenticavo, Artaud, ovviamente! Però devi essere più preciso.

Simone

Si, Terence McKenna, ho letto una sua storia, pensi davvero sia sola immaginazione? Letto piacevolmente, si.
Artaud, certo, giusto.
Genna, non conosco, adesso lo cerco.
Posso permettermi di scrivere in questo tuo blog delle mie brevissime scritture quando mi sento di farlo?

Simone.

No, Genna non mi ispira.
Un Italiano, contemporaneo, che scriva in stile Borghesiano, esiste?

Non so scrivere che cose brevissime, ho sempre scritto cose brevissime.

ivan roquentin

Certo che puoi "permetterti", Simone. Per i consigli, in questo momento, non riuscirei a concepire altro che un cuscino, che come oggetto letterario sarebbe almeno controverso...

kristian

'pensi davvero sia sola immaginazione?'
mckenna dice esplicitamente che la soglia del non-ritorno è proprio l'immaginazione, oltre la quale c'è una libertà da cinebrivido. per quel che ne so io, l'immaginazione appartiene alla realtà, scaturendo da un processo biochimico.

del made in italy, ecco, io ad esempio vado giù di testa per la toponomastica dell'immaginario di Giorgio Manganelli.

Ivan Roquentin

D'accordo su Manganelli, in effetti.
L'appartenenza dell'immaginazione alla realtà non è questione di biochimica (c'è sempre un processo biochimico che si associa a "cambiamenti di stato" nell'ambito della biologia, ma è parallelismo senza causa ed effetto, secondo me). Io credo che non si possa distinguere immaginazione da realtà, essendo l'unica realtà che conosciamo una mediazione sensoriale in cui l'immaginazione ha un peso decisivo (anche il realismo è sempre un realismo elaborato, immaginato, prodotto). Non è un modo per svilire la questione, tutt'altro
Kristian, ma la tua mail sotto lo pseudonimo ha un grado di realtà consistente?

kristian

ivan, non venirmi a dire che non hai mai corso il rischio di scrivere a un destinatario immaginario. (sì)

tutt'altro che questione svilita: set e setting, interazione e rielaborazione, mediazione creativa (e creazione mediata), sono processi che diventano lampanti dopo un po' che ci si intossica di sostanze psicotrope. in questo senso parlavo di processo biochimico, essendo McKenna uno dei fautori della sperimentazione psichedelica.

Ivan Roquentin

"van, non venirmi a dire che non hai mai corso il rischio di scrivere a un destinatario immaginario. (sì)"

Non mi sono mai posto il problema di distinguere tra immagine e realtà, non è possibile.

Passa di qui, se hai tempo: http://www.flickr.com/groups/masterclass/
(non vado preso troppo sul serio, ovviamente, ma ti inviterei a partecipare alla discussione)

Simone.

Vero, verissimo, Giorgio aveva gran talento nell'oggetivare l'immaginario e viceversa.
Ed è proprio il processo opposto che attira in questo momento la mia attenzione.
Fare dell'oggetto una immaginaria realtà.

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